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Il potere delle abitudini

il poter delle abitudine

Ciascuno di noi ha provato la sensazione di pensare “voglio cominciare a fare questa cosa” e poi di rimandarla, magari abbandonando del tutto le migliori intenzioni. Capita piuttosto spesso, purtroppo.

Questo accade perché, come esseri umani, il nostro obiettivo è quello di rimanere in una situazione di sicurezza e poi, una volta che l’abbiamo trovata, tendiamo a rimanerci. È quella che definiamo “comfort zone”, un concetto anglosassone che indica uno spazio confortevole e rassicurante.

Perché è difficile liberarsi dalle abitudini

Il motivo è che nell’area “comfort” che ci siamo creati, ci troviamo al riparo da incognite e imprevisti. Conosciamo tutto e i rischi sono ridotti quasi a zero: abbiamo stabilito la nostra dimensione e, su di quella, abbiamo organizzato la routine quotidiana.

A livello psicologico abbiamo attivato dei circuiti stabili, che sono sempre gli stessi. Da qui non è facile uscire: fare delle modifiche, seppur di poco, ci fa sentire tutta l’instabilità delle situazioni incerte.

A livello statistico, è una condizione comune. Sappiamo che quasi la metà delle nostre azioni quotidiane avviene in modo automatico, senza un pensiero consapevole, perché fanno parte delle nostre abitudini. 

È questo un altro dei motivi per cui la maggior parte delle persone fatica a cambiare, oltre la percezione della “comfort zone”. Questa complessità spiega perché smettere di fumare o cercare nuove amicizie può sembrare una sfida veramente ardua.

È un meccanismo che comporta dei problemi: quando ci rintaniamo nella comfort zone non possiamo crescere né migliorare. Al contrario, la chiave dell’evoluzione si chiama cambiamento. Dobbiamo uscire totalmente dalla comfort zone oppure basta modificarla? E cosa dobbiamo cambiare realmente?
Vediamo quello che può essere utile alla nostra crescita personale.

Buone e cattive abitudini: cosa modificare per vivere bene?

Vivere seguendo alcune consuetudini può avere anche dei lati positivi, altrimenti non avremmo preso questa routine. Quello che fa la differenza, è capire se le nostre abitudini sono buone – quindi costruttive – oppure cattive – quindi distruttive (un tempo si assimilavano ai vizi).
Partiamo da qualche abitudine, pessima per il nostro benessere.

  • Dormire fino a tardi.
  • Mangiare troppo e male.
  • Non fare alcun tipo di attività fisica.
  • Lamentarsi del prossimo.

Questi comportamenti nocivi sono solo alcuni degli aspetti da modificare. Anche perché si tratta di un argomento molto soggettivo, non si può fare un discorso uguale per tutti.

Al di là di quello che riteniamo indispensabile cambiare, il problema è l’immobilità. Non fare nulla per migliorarci, crea una situazione di stallo che ci blocca.

Perché è fondamentale fare dei cambiamenti

Possiamo millantare delle scuse sulle nostre pessime abitudini, con gli altri o con noi stessi. E il risultato sarà, come sempre, che tutto si rimanda.
Questo è sicuramente il vero problema perché, mentre il tempo passa e nulla cambia, la vita scorre.
Un’immutabilità di cui risente anche il nostro benessere psico-fisico.

So che fare dei cambiamenti può essere molto faticoso. Quelle volte in cui si intraprende qualcosa di nuovo spesso succede che, dopo poco tempo, ci si ritrova scoraggiati. In quei momenti si “molla il colpo” e si ritorna nella nostra zona di comfort, al sicuro.

Eppure, esistono dei modi per trasformare queste cattive abitudini in buone abitudini.

Come cambiare le cattive abitudini

  • A volte basta uno shock, un cambiamento drastico. Pensate a quelli che prendono il pacchetto di sigarette e lo buttano nel cestino, dichiarando “Non fumerò mai più!”. Queste persone, se riescono nel loro intento, sarebbero da premiare. Si tratta di casi molto rari, però, perché questo approccio tecnicamente non funziona. 
  • Quello che bisognerebbe fare, prima di tutto, è voler cambiare veramente. Bisogna cominciare con il dirlo a noi stessi; ancora meglio, per questo lavoro interiore, se ci guardiamo allo specchio mentre lo facciamo. 
  • In seconda battuta, sarebbe necessario pianificare questa trasformazione: darsi dei tempi di inizio e di durata.
  • In questa pianificazione, sarebbe perfetto avere qualcuno che ci sostiene: un amico, un parente o magari un professionista, come potrebbe essere un coach.
  • Un elemento fondamentale è mettere per iscritto le nostre intenzioni, come se stipulassimo un contratto con noi stessi. Scrivendo, la decisione si imprime maggiormente nella nostra mente.

Di certo non è un risultato facile, perché richiede impegno; seguendo i dovuti passaggi, però, sarà meno complicato di quel che sembra.

  • La parte più dura è l’inizio: bisogna creare lo slancio vitale necessario.
  • In seguito, bisogna proseguire a piccoli passi verso il nostro obiettivo. 

Un esempio? Se vogliamo eliminare lo zucchero dal caffè, il consiglio è quello di diminuire gradualmente la dose abituale. Con il tempo si creerà una nuova abitudine (buona) che ci permetterà di prendere il caffè senza zucchero. 

Uscire dalla zona di comfort, grazie al nostro cervello

Ricordatevi: il nostro miglior alleato, a parte la nostra determinazione, è il cervello. Come mai?

Cambiando o migliorando le abitudini, andremo a modificare le nostre connessioni neuronali. Questo fenomeno è conosciuto con il nome di neuroplasticità.
Il cervello, con il tempo, si adatta ai cambiamenti. Le esperienze e conoscenze finora sconosciute diventano degli stimoli, che rafforzano nuove connessioni tra le sinapsi e ci fanno abbandonare quelle vecchie. Ripetere costantemente un comportamento, quindi, aiuta a cambiare.

Il supporto dei meccanismi cerebrali ci aiuta, dato che non è sempre facile delle cattive abitudini con la sola forza di volontà. Se inizialmente sbarazzarsi delle cattive abitudini sembra come nuotare controcorrente, con il tempo sarà sempre più facile. 

Quanto tempo ci vuole? 

Dopo un periodo indicativo, che va dai 21 giorni ai 6 mesi, ci sembrerà più facile coltivare le nostre abitudini.
È un meccanismo che vale per qualsiasi cosa, dalla nutrizione  alla gestione del tempo.

Tornando alla questione della parola scritta, per agevolare questo cambiamento è utile tenere un diario delle proprie abitudini, annotando anche le emozioni che provi di solito (magari la frustrazione all’ennesima sigaretta accesa?). Sarà un modo per evidenziare gli schemi automatici che non hai mai notato, e sottolineare i tuoi obiettivi. Mettere nero su bianco le motivazioni del cambiamento, sostiene l’azione del cervello e la nostra volontà.

Evolversi significa migliorare la nostra vita

L’evoluzione è alla base della vita umana, da millenni. Per questo motivo, sappiamo che è necessaria per crescere e acquisire una sempre migliore qualità della vita.
Non è solo uno sforzo: cambiare le nostre abitudini in bene è un grande regalo che possiamo donare a noi stessi. Dopotutto, ognuno di noi ha il diritto di migliorarsi nella propria esistenza. 

È solo una questione di volontà che dovrà lentamente e costantemente essere tramutata in disciplina. Dipende da noi, nessun altro lo può fare al posto nostro. È inutile nascondersi dietro alla scusa “Ormai è troppo tardi” oppure, ancora peggio, “Non ho tempo”. Procrastinare è solo un modo di giustificare la mancanza di volontà a cambiare le cose.
Al contrario, la determinazione ci porta verso una trasformazione essenziale per la nostra esistenza.


SE VUOI UNA COSA LA STRADA LA TROVI, SE NON VUOI UNA COSA LA SCUSA LA TROVI.


Proverbio africano